LA GABBIA DEI LEONI

Italia Oggi - 20 Luglio 2005 a cura di Giuseppe Pederiali

RISVOLTI

-Il circo e le sue avventure -

Tra gli autori che si sono affacciati in questi ultimi tempi alla ribalta letteraria spicca Tiziana Guggino, oggi in libreria con il romanzo La gabbia dei leoni, pubblicato dalle Edizioni Ets. Guggino, che di professione è dottore commercialista, aveva già avuto successo al Premio Europa 2004 per la narrativa poliziesca e noir al femminile con il racconto lungo Una strana coincidenza, stampato da Di Salvo editore. Il romanzo ha il pregio di appartenere al genere realistico-avventuroso, con qualche concessione al fantastico (non a caso comincia nel 2039 a New York, per poi tornare nel tempo reale), senza tanti ammiccamenti e sperimentalismi, coniugando, come segnala Daniele Luti nella sua prefazione, elementi propri della tradizione letteraria dell'Ottocento con quelli della narrativa contemporanea. Moderno è il ritmo della narrazione e complesso e ben riuscito il montaggio del plot che, come in un film, si avvale di molti piani narrativi. Qualcosa di cinematografico c'è anche nella storia, che si sposta da New York a Milano, da Brasilia a Rozzano, da Sao Domingo alla Costa Adriatica. Ispirato ad una vicenda realmente accaduta, il romanzo ci mostra anche un ambiente affascinante quanto trascurato dalla narrativa italiana: quello del circo equestre.

Il Tirreno 26 Luglio 2005 - "Un'estate con gli scrittori pisani" di Carlo Venturini 

<<La gabbia dei leoni>> è il libro di Tiziana Guggino per le ETS. E' il 2039 a New York, Marco Antonio Aschler, ricco uomo d'affari italo-brasiliano, accompagna i due nipoti alla prima di un circo italiano di cui suo padre Gianni era stato il domatore dei leoni. In un delirio di ricordi, Marco Antonio rivive, nello spazio temporale dello spettacolo, le drammatiche vicissitudini della propria esistenza. Un romanzo che, toccando i temi della magia nera, della violenza nell'ambito familiare e dell'adozione, sfocia, come un fiume in piena, nella ricerca, da parte del protagonista, dei genitori naturali con un finale del tutto inaspettato.

L'autrice racconta:<<Nell'agosto 2000 ad Antalia in Turchia ho fatto amicizia con un ragazzo italo-brasiliano che mi ha raccontato una storia incredibile. Aveva 28 anni ed era il figlio dell'ex domatore di leoni di un circo italiano molto famoso in tutto il mondo. Mi parlò della sua vita, fatta di drammi familiari e di avventure nel mondo circense. Mi raccontò che i suoi genitori si erano conosciuti nel circo negli anni Settanta, a Brasilia. Il padre ne era, appunto, il domatore dei leoni. Mi parlò di indigenza, sporcizia, abbandono e scambi di coppie tra i genitori, di violenza tra le mura domestiche, poi, della sua richiesta di allontanamento dalla famiglia naturale, dell'istituto in cui lui e il fratello finirono in attesa di una vita diversa.>>

Paola  21/04/2005

L’azione ruota intorno ad animali "feroci", ma certo migliori di diversi personaggi, e comunque strumenti degli uomini che vorrebbero forgiarli a loro piacimento (sta in questo lo scontro tra le diverse sensibilità di  Antonio e di Laetitia). La struttura dell’opera sorprende per l’innovativa dinamica che si produce per aggregazione di molteplici motivi, ambienti, tempi, accostati senza apparente connessione spazio-temporale-causale. Il lettore si trova immerso in un continuo spostamento del fronte narrativo e alla dislocazione temporale fino all’acronìa. Voluto effetto antirealistico a dispetto della precisione nella ricostruzione ambientale? Meccanico espediente tecnico? Credo, invece, che Tiziana abbia saputo con freddezza di mente e passione di cuore rendere compresenti tutti i momenti dell’esperienza, dimostrando che ogni individuo è la risultante di vite, incontri, mondi svariati, che si sono stratificati apparentemente senza consequenzialità logica né gerarchia formativa. E’ impossibile separare il passato dal presente, ciò che è stato da ciò che è, distinguere la realtà dall’immaginario (a questo proposito, si veda l’importanza di sogni, incubi, visioni: reali? Frutto di immaginazione? Comunque, specchio vero dell’individualità del personaggio). La tecnica del flashback e del flashforward sono superate da questa radicale destrutturazione dell’ordine spazio-temporale. Ciò consente:

  1. Di articolare il profilo individuale con relazioni di causa-effetto indipendenti dalla successione temporale (le esperienze che ci segnano sono indipendenti dalla logica scansione temporale);
  2. Di verificare come la somma dell’esperienza che incide sul mondo interiore riemerga continuamente per continuare a influire su scelte e comportamenti;
  3. Di riscoprire come la coscienza sia la somma di una complessa rete di relazioni non solo interpersonali, ma con tutto ciò che è vita in senso lato (si veda l’importanza del mondo animale e naturale, che hanno valore non di colorito folklore, ma di proiezione interiore).

Al posto dell’ordine lineare i personaggi si dispongono non secondo un "prima" e un "dopo", ma secondo una compresenza che li riassume entrambi.

Il lettore non viene guidato a riconoscere una linea prioritaria di eventi, proprio perché è lo stesso narratore a comunicargli che tutto vive simultaneamente nella sua coscienza, che questa non si struttura secondo criteri gerarchici ed etici in senso oggettivo e permanente.

E’ così che la narrazione coincide con il tempo della vita.

BRAVA TIZIANA!!                                                  Paola Pisani

Sergio  (24-09-2005)
Era molto tempo che gli impegni di lavoro, quelli politici, non mi permettevano di leggere un libro ed era moltissimo che non mi succedeva di leggerlo tutto d’un fiato in una settimana. C’è voluto “La gabbia dei leoni” per fare questo. Mi ha incuriosito, prima di sfogliarlo, il fatto nuovo, per me, di conoscere per la prima volta, una persona che ha scritto un libro ancorché non pubblicato, poi, anche la curiosità di vedere come una Commercialista, con una mente razionale, si misurava con una cosa apparentemente tutta diversa dal suo modo di vivere quotidiano. Dirò subito che il libro mi è piaciuto molto e questo lo capivo man mano che lo leggevo in quanto mi sentivo in continua apprensione emotiva per quello che immaginavo poter leggere nella pagina o nell’episodio successivo. Già, gli episodi: credo che gran parte della piacevolezza del libro stia nel fatto che sia costruito come un puzzle, come tanti racconti in un racconto. La lunghezza della storia, il numero dei personaggi, l’arco di tempo nel quale essa si svolge, non sembrano tali per questa capacità di sezionare storia, personaggi e tempo in maniera tale che il tutto sembri una serie di racconti, di episodi concomitanti nello svolgimento di una storia, peraltro, molto piacevole. Molto affascinante, ho trovato l’evoluzione crescente della vita di Gianni e Laetitia che raggiungono l’apice per poi scendere in una dissolvenza che non danneggia i personaggi stessi e la capacita di tenere un preciso filo conduttore di una storia che attraversa varie generazioni. E’ il secondo romanzo di Tiziana Guggino che leggo e posso dire che, nonostante sia una scrittrice agli esordi, si fa strada un suo stile che la rende già “riconoscibile”.
Voto: 5 / 5

Daniela (20-09-2005)
Non bastano le parole per descrivere le mille emozioni che si provano nel leggere questo libro, per capire la sofferenza che si sente nel grido di aiuto di un bambino che come tanti esprime il suo dolore, ma che come pochi ha fatto della sua vita e dei suoi disagi la base per un futuro di successi... La vita può essere davvero come una gabbia di leoni, ma il segreto è saperli domare e non farsi impaurire. Se amate le grandi emozioni è il libro giusto per voi...
Voto: 5 / 5

Maria Cristina Lucchesi (20/04/2005)

Mi trovo immersa in questa storia con il cuore in gola che batte, la mente combatte le sfide della vita narrate alla ricerca di come svolgere nodi di verità opposte... che solo il destino può sciogliere. Leggo la parola fine e solo allora ammiro un stile magistrale di una vera artista con un ggrande cuore colmo di femminile sensibilità.

Voto: 5/5

Lucia (09-09-2005)
Ho da poco finito di leggere questo libro e non riesco a nascondere la sensazione di angoscia e nel contempo di gioia che mi sovrasta. Mi sono trovata di fronte ad una storia in cui ogni frase nasconde un colpo di scena, niente è scontato, prevedibile. Non mi soffermo, certo, a dare giudizi di natura prettamente tecnica, l'ardua "sentenza" in tal senso la lascio agli esperti del "mestiere". Mi limito a descrivere a parole, per quanto non mi è facile, le emozioni che mi ha suscitato, gioia, tristezza, angoscia, speranza, delusione. Sentimenti che ho vissuto insieme a Marco Antonio, un uomo che, a dispetto di tutto e tutti, è divenuto un "vincente". Vorrei tanto incontrare nel corso della mia vita un secondo Marco Antonio ed essere la Helen di questo romanzo. Spero tanto che questo libro possa fare il giro del mondo.
Voto: 5 / 5

Paolo (09-09-2005)
... opera sublime... la mia prima impressione su Laetitia era molto errata... Complimenti, un vero piacere... si fa per dire dal momento che dall'episodio delle scarpe da non bagnare in poi ho pianto quasi sempre toccando degli apici dolorifici insopportabili... ma se così mi ha toccato... significa che nel suo genere mi è piaciuto molto. Sotto il profilo linguistico e dell'alternarsi dei luoghi e tempi nulla da dire oltre alla grande piacevolezza che se ne ricava...
Voto: 5 / 5

Nicoletta (09-09-2005)
Bello, bellissimo, troppo bello!! Durante le ferie ho avuto il tempo di leggere questo splendido romanzo. Sono stata veramente rapita, l'ho letteralmente divorato. In questo romanzo ho particolarmente apprezzato le grandi doti descrittive dell'autrice e la varietà dei numerosi personaggi che si sono susseguiti nel corso degli anni; ho la sensazione di averli conosciuti e frequentati molto da vicino. Complimenti sincerissimi.
Voto: 5 / 5

Federica (06-06/2006)

Mi hai fatto stare sveglia fino alle tre per finire il libro. Complimenti: è stato veramente entusiasmante. Fammi sapere quando pubblichi l'altro. Baci.

 

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